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Tutta questa maturità

di Micol Valobra
| Storie di Smemo | Scuole superiori | 0 commenti

Certo, la scuola non è tutto. Ma se vuoi ruggire alla vita, meglio mordere anche quella

Il sostantivo “maturità” deriva dal latino “maturĭtas”, che significa effettivamente “condizione di ciò che è maturo”, “l’età intermedia tra la giovinezza e la vecchiaia”, e in senso morale e intellettuale “piena e chiara conoscenza dei vari temi e problemi della vita e del sapere, spesso accompagnata da un’adeguata esperienza”.

Ma alla fine, cos'è questa storia di essere maturi?

Il momento della maturità significa arrivare a quel punto nella propria vita in cui si è sicuri delle proprie conoscenze e le si riesce ad applicare in modo autonomo. Da questo punto di vista in effetti, esistono ragazzi già maturi, e ultrasettantenni che magari risultano ancora immaturi.

Ma è solo questo? E come si fa a raggiungerla, questa maturità?
Certo non con un semplice esame.
Raggiungere la maturità significa arrivare a quel momento in cui le conoscenze vengono applicate alle esperienze, interiorizzate dal soggetto e rese proprie. Prendiamo, ad esempio, la legge: la scelta di non uccidere non dipende solo dal fatto che se no andrei in galera scontando una pena, ma perché sono certo che nessun uomo ha diritto di mettere fine alla vita di un altro uomo.

Quindi, è vero: non sarà certo un pezzo di carta a dire ciò che siamo e quanto valiamo. Ma serve per accreditarci un valore aggiunto. Alcuni pensano che raggiungere questo traguardo non sia necessario, che si possa bypassare, per entrare con anticipo nel mondo del lavoro e quindi aprirsi più possibilità di avere un lavoro che ci renda autosufficienti e realizzati.
Non è così. Rinunciare a completare il percorso scolastico è una resa. Ma arrendersi non è la risposta, solo una mossa che potrebbe crearci un ulteriore svantaggio!
Le persone che decidono di non portare gli studi fino al diploma stanno in realtà decidendo di precludersi di fatto alcune possibilità di vita.
Si potrebbe pensare che serva a poco, quel pezzo di carta; in realtà è un pezzo delle future possibilità lavorative di ognuno di noi.


E allora, meglio non arrendersi. Anzi, meglio ruggire alla vita!
Ruggire in tanti modi. Anche specializzandosi in un determinato argomento di studio, sì. Per renderci più “maturi” e preparati sull’argomento in questione, e ancora raggiungere una buona autostima che ci permetterà di confrontarci meglio con l’ambiente sociale in cui viviamo.
Ogni progetto portato a compimento – anche quello di diplomarsi – ci aiuta a convincerci di poter ruggire! Un ruggito che significa agire attivamente e non in modo passivo.
Quindi è tutto parte della stessa scelta: vivere passivamente, farti attraversare dagli eventi, o essere un Vero Leone?

(Micol Valobra è una studentessa di 19 anni)

Maturità

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